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Il simbolo internazionale del tumore neuroendocrino è la zebra, il più bizzarro animale dotato di zoccoli. Un modo immediato per descrivere la sua natura di carcinoma raro e difficilmente diagnosticabile.

Per questo abbiamo rovesciato il detto comune negli ospedali americani “Quando senti rumore di zoccoli, pensa ai cavalli, non alle zebre” attraverso cui si insegna che, di fronte a un sintomo, la diagnosi più immediata e intuitiva è spesso quella corretta.

Di fronte a un tumore neuroendocrino infatti, non è tutto o bianco o nero: ha origine dalle cellule neuroendocrine presenti praticamente in tutto l’organismo e può colpire organi molto diversi tra loro come intestino, pancreas, polmoni, tiroide, timo o ghiandole surrenali, rendendo molto difficile decifrare i suoi sintomi e formulare una diagnosi.

Per questi motivi non è ancora stato ancora individuato un protocollo terapeutico ufficiale ed efficace per combattere questa patologia, e la vita del malato si trasforma in un susseguirsi di tentativi, attese e speranze riposte in cure sperimentali con esiti ancora troppo di frequente deludenti.

La zebra è dunque il simbolo più calzante non solo della straordinarietà e unicità delle persone che combattono questa malattia, ma anche della battaglia che, grazie all’entusiasmo di amici, medici, ricercatori e sostenitori, Da Zero a Dieci ha deciso di affrontare e continuerà a portare avanti con forza e determinazione.

#LaVogliaDiVitaUrla