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Da Zero a Dieci è l’associazione Onlus nata con l’obiettivo di diffondere cultura e conoscenza su una malattia rara e ancora difficilmente diagnosticabile: il tumore neuroendocrino.

Il nome dell’associazione è ispirato alla scala di valutazione del dolore del paziente da parte del personale medico, da zero a dieci appunto, e vuole rappresentare in forma numerica il difficile percorso terapeutico di chi è colpito da questo carcinoma raro e terribile.

Poiché non è ancora stata individuata una terapia efficace per combattere questa patologia, oltre a svolgere attività di sensibilizzazione, Da Zero a Dieci si propone di raccogliere fondi per l’attività di ricerca clinica della Divisione di Oncologia Medica Gastrointestinale e Tumori Neuroendocrini dello IEO – Istituto Europeo di Oncologia.

Non solo. L’associazione sostiene e finanzia la pubblicazione di un libro di medicina narrativa con le testimonianze e la storia clinica dei pazienti che hanno vissuto questo calvario.

Da Zero a Dieci infatti è nata dalla volontà di Cristiana Soccorsi, una giovane donna che per circa tre anni ha combattuto strenuamente contro il tumore neuroendocrino senza mai rinunciare al suo sorriso e alla sua voglia di vivere. Con il sostegno della famiglia di Cristiana, nel dicembre del 2017 alcuni amici hanno dato forma al suo progetto per ricordarla e portare avanti la sua battaglia.

“Questo è il mio modo di “fermare” il tempo”, scriveva Cristiana.

Questo è il nostro modo di continuare insieme il cammino che lei ha iniziato.

 

 

IL TEAM

 
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ADA

«Cristiana aveva un desiderio: un progetto fotografico che raccontasse la sua malattia e i cui proventi andassero alla ricerca in modo che la conoscenza e la possibile cura della sua patologia progredissero. Ha chiesto a noi amici di realizzarlo e se con il suo progetto riusciremo a dare anche un solo giorno in più di speranza e di vita alle persone affette da questa malattia, avremo ottenuto il nostro scopo e realizzato il suo sogno.»

 
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Federica

«A volte gli eventi ci toccano da vicino, ci piegano e ci costringono a riconsiderare tutto ciò a cui teniamo da un’angolazione diversa. Poter trasformare queste sensazioni in forza, ispirazione e speranza è la più positiva delle risposte.»

 
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Gianfranco

«Solo sostenendo la ricerca riusciremo a garantire una qualità di vita migliore a chi è malato»

 

GIUSEPPE

«Quando perdi una giovane amica per una malattia, penso che la cosa più bella da fare per ricordarla e per superare il dolore sia di aiutare i pazienti, i familiari e gli amici che stanno ancora soffrendo»

 
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IDA

«Costanza e coraggio sono i compagni di viaggio che aveva scelto Cristiana e che oggi accompagnano il nostro lavoro per sostenere la voglia di vita che urla»

 
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MIA

«Vorrei che Cristiana diventasse per tutti un simbolo di coraggio e amore nei confronti della vita.
Unitevi a noi per migliorare la vita di chi è colpito dal tumore neuroendocrino, proprio come avrebbe voluto lei»

 
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Silvia

«Nelle nostre giornate di lunghe chiacchierate, di racconti, di confronti, cantavamo spesso “Avrai” di Baglioni per ricordare la nostra spensierata adolescenza, ripetendo le parole “… avrai il tuo tempo per andar lontano”: nonostante l’inaspettato e sleale compagno di viaggio Cristiana continuava a diffondere forza, grazia, pudore ed eleganza. Questo è il progetto di Cri, il nostro progetto per lei e per le persone che grazie alla ricerca “avranno un sorriso sul loro viso”».