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Il simbolo internazionale del tumore neuroendocrino è la zebra, il più bizzarro animale dotato di zoccoli. Un modo immediato per descrivere la sua natura di carcinoma raro e difficilmente diagnosticabile.

Per questo abbiamo rovesciato il detto comune negli ospedali americani “Quando senti rumore di zoccoli, pensa ai cavalli, non alle zebre” attraverso cui si insegna che, di fronte a un sintomo, la diagnosi più immediata e intuitiva è spesso quella corretta.

Di fronte a un tumore neuroendocrino infatti, non è tutto o bianco o nero: ha origine dalle cellule neuroendocrine presenti praticamente in tutto l’organismo e può colpire organi molto diversi tra loro come intestino, pancreas, polmoni, tiroide, timo o ghiandole surrenali, rendendo molto difficile decifrare i suoi sintomi e formulare una diagnosi.

Per questi motivi non è ancora stato ancora individuato un protocollo terapeutico ufficiale ed efficace per combattere questa patologia, e la vita del malato si trasforma in un susseguirsi di tentativi, attese e speranze riposte in cure sperimentali con esiti ancora troppo di frequente deludenti.

La zebra è dunque il simbolo più calzante non solo della straordinarietà e unicità delle persone che combattono questa malattia, ma anche della battaglia che, grazie all’entusiasmo di amici, medici, ricercatori e sostenitori, Da Zero a Dieci ha deciso di affrontare e continuerà a portare avanti con forza e determinazione.

#LaVogliaDiVitaUrla

 LA MEDICINA NARRATIVA

 

“Nel poter raccontare la mia storia mi sono sentita bene, ha avuto un effetto liberatorio”

“Mentre scrivevo ho pianto. Forse mi ha fatto bene, non lo so, sarebbe bello sapere cosa ne pensano o hanno scritto gli altri

Con il termine Medicina Narrativa si intende una metodologia d’intervento clinico-assistenziale basata su una specifica competenza comunicativa: la narrazione del paziente e di chi se ne prende cura. In particolare, il racconto da parte del paziente su come si è manifestata la malattia, sul contesto sociale e psicologico in cui si è sviluppata e sul significato che ha assunto nella sua vita, diventa uno strumento fondamentale per integrare i diversi punti di vista di chi interviene nel percorso di cura, nonché per approfondire e personalizzarne l’approccio terapeutico.

Infatti, riportando la malattia su un piano intimo e personale, la narrazione contribuisce a umanizzarla e a modificarne la comprensione, attivando un inedito processo di coinvolgimento nella relazione medico – paziente.

Scopo principale della medicina narrativa dunque, quello di aiutare medici, infermieri, terapisti e operatori sociali a migliorare l’efficacia delle cure sviluppando la loro capacità di attenzione, riflessione ed empatia, ma anche ad aiutare gli stessi pazienti grazie alla capacità terapeutica e liberatoria della parola e della condivisione.

Scopri di più su www.medicinanarrativa.it